GORIZIA

Una città simbolo della Grande Guerra, teatro essa stessa come le alture circostanti di furibondi scontri fra italiani e austroungarici. Il suo nome resterà sempre legato ai vicini monti Sabotino, San Gabriele e Santo sui quali si sacrificheranno i migliori reparti dell’esercito italiano. L’8 agosto del 1916 vedrà entrare per primi in città i Fanti del 28° Reggimento della Brigata “Pavia” quattro dei quali, al comando del Ten. Baruzzi, guadarono l’Isonzo raggiungendo la stazione ferroviaria sulla quale issarono la bandiera italiana. Perduta e ripresa portò a lungo i segni devastanti delle battaglie conoscendo la pace solo al termine del conflitto.

A lato da sinistra: 8 settembre 1916 - il ponte della ferrovia interrotto fatto saltare dagli austriaci nella ritirata; il centro di Gorizia devastato dalla guerra; piazza Caterini nella via di Salcano sbarrata da reticolati e cavalli di frisia come seconda linea di difesa.

 

A lato da sinistra: la piazza principale di Gorizia; panorama di Gorizia col Sabotino, il Monte Santo e il San Gabriele nel settembre del 1916: le rovine della stazione centrale di Gorizia il 25 agosto 1916