I FORTI

Sono i guardiani in cemento e acciaio realizzati a protezione dei settori sguarniti del fronte, soprattutto sugli Altopiani; le loro artiglierie saranno protagoniste di furibondi duelli a distanza, raramente saranno attaccati direttamente e quasi mai conquistati dalle fanterie.

Durante i violenti bombardamenti la vita delle guarnigioni chiuse al loro interno diventa impossibile e molti soldati arrivano alla pazzia (nella foto sopra il forte Campolongo; sotto: il forte osservatorio austriaco dello Spitz Verle in due foto d'epoca, una sotto il fuoco delle artiglierie italiane, e come si presenta oggi).

“Ogni scoppio ha su di noi l’effetto di un poderoso pugno sulla testa. Le orecchie fischiano, le vene della fronte si inturgidiscono, il sangue esce dalle orecchie. Di quando in quando qualcuno si sente male e deve bere del rum per poter rimanere in piedi. Sei ore passate nell’osservatorio servono a espiare tutti i peccati che un uomo normale può commettere durante la sua vita” (Fritz Weber).

Sopra: Forte Ratti in Val d'Astico conquistato durante la Strafexpedition del 1916

La punta italiana di Forte Corbin a picco sulla Val d'Astico

La punta italiana di Forte Corbin a picco sulla Val d'Astico

Un particolare della struttura di Forte Corbin ritratto negli anni Ottanta

Un particolare della struttura di Forte Corbin ritratto negli anni Ottanta

Rara immagine del Forte Presanella - q. 2.400 m. - scattata il 30 settembre 1918 da un soldato ungherese

Rara immagine del Forte Presanella - q. 2.400 m. - scattata il 30 settembre 1918 da un soldato ungherese

Di seguito potete seguire un reportage fotografico di Mario Busana su Forte Lisser, opera militare situata nel comune di Enego, una delle fortificazioni più moderne realizzate dall’ingegneria italiana nella Grande Guerra. Costruito fra il 1911 e il 1912 faceva parte dello sbarramento Brenta-Cismon e presidiava l’accesso alla parte orientale della Valsugana. Venne colpito durante la “Strafexpedition” da alcuni colpi da 305 mm che lo raggiunsero alle 12,20 dell’8 giugno 1916 ma cadde in mani austroungariche solo dopo il ripiegamento conseguente l’offensiva sull’Isonzo della fine di ottobre del 1917. Seguono alcune immagini d'epoca di Forte Lisser di fonte austroungarica.

Sotto alcune fotografie scattate da Stefano Aluisini al Forte Belvedere (Werk Gschwent), una delle principali fortificazioni austroungariche dell’Altopiano di Lavarone, a guardia della parte settentrionale della Val d’Astico. Progettato dal capitano del Genio Rudolf Schneider venne costruito a partire dal 1908 e concluso nel 1912 sperimentando anche soluzioni ingegneristiche innovative rispetto alle altre fortificazioni dell’epoca. Non venne mai attaccato direttamente dalle fanterie ma subì diversi bombardamenti i cui colpi vennero sparati fin dal 25 maggio 1915 dai forti italiani di Verena e Campolongo oltre che dalle batterie di Porta Manazzo e Campomolon. Oggi è stato completamente ristrutturato e ospita un interessante museo con reperti della Grande Guerra.