progetto battaglia dell'ortigara

Uno dei nostri progetti più interessanti e a suo modo assolutamente innovativo grazie alla collaborazione dell’architetto milanese Massimo Chiodelli, condotto sul campo dal team ASDM composto da Ruggero Dal Molin (storico) e Sergio Giacomelli (fotografo) a partire dal luglio 2015. Svilupperà con un’idea mai percorsa in precedenza le fasi cruciali della battaglia per l’Ortigara combattuta nel giugno del 1917, rivelando i particolari più toccanti e in molti casi inediti di alcuni dei protagonisti di allora. La partenza da piazzale Lozze in direzione della Chiesetta e della Madonnina ha consentito di prendere un primo contatto con le prime linee italiane davanti al massiccio dell'Ortigara oltre che di percorrere alcune delle postazioni sia della fanteria che dell'artiglieria allora impegnate nella grande battaglia.

Dalla Madonnina salendo per la Caldiera verso l'Osservatorio Torino, proseguendo poi per Pozzo della Scala e le postazioni del Campanaro, la ricostruzione degli eventi è sempre più tangibile e percorsi, azioni, movimenti, possono essere ancora riletti seppure nel tranquillo ambiente naturale di oggi.

E si arriva così al “varco sud”, uno dei punti di partenza degli assalti italiani, la piccola apertura nel muretto a secco buttato verso il prato, davanti i contrafforti rocciosi dell’Ortigara trasformati in un vespaio di mitragliatrici austriache: impossibile evitare che il pensiero torni ai nostri soldati che proprio da qui uscirono allo scoperto affrontando il loro tragico destino. Vengono dedicati alcuni minuti alla lettura di alcuni passi da "Le scarpe al sole" dell'Alpino Paolo Monelli e a ripercorrere le gesta epiche del Battaglione "Bassano" in quel 10 giugno 1917.

La salita porta ora verso Cima Ortigara e le sue quote così contese, là dove restano a imperitura memoria il cippo austriaco e la colonna spezzata, ma non prima di aver toccato la lapide dedicata all'eroico Tenente Adolfo Ferrero, la cui lettera testamento costituisce una delle pagine più significative della Grande guerra. 

A distanza esattamente di un secolo con cura, passione e rispetto saranno così riviste da una prospettiva inedita le storie di quei giovani che in quei giorni drammatici divennero eroi. La prima uscita sul campo di battaglia ha visto affiancare l’architetto Massimo Chiodelli dai discendenti di due soldati di allora (un Alpino del Battaglione “Bassano” per Ruggero Dal Molin e un Kaiserjäger austriaco per Sergio Giacomelli) i quali oggi hanno risalito, fianco a fianco, spalla contro spalla, le dure pendici della montagna. Alla fatica dell’ascensione si sono aggiunti non rari momenti di commozione e coinvolgimento anche per alcuni piccoli gruppi di escursionisti incrociati durante l’attività di ricostruzione e sopralluogo storico. Il risultato del lavoro che oggi è iniziato, sarà proposto probabilmente nel corso del 2016 su una pagina appositamente dedicata del sito dell’Archivio Storico Dal Molin.