Lanciamine austroungarico da 220 mm nella zona della Marmolada

ARTIGLIERIA

L’artiglieria diventerà nella Grande Guerra la vera regina dei campi di battaglia. A tutte le quote e in ogni situazione, pezzi di grosso calibro coprono distanze sino ad allora impensabili raggiungendo con i loro colpi bersagli anche molto lontani dal fronte. In prima linea o in campo aperto, in caverna, su vagoni ferroviari o pontoni navali, dentro i forti o sulle cime più alte, gli artiglieri e i loro cannoni costituiscono per gran parte del conflitto la risorsa strategica più importante in tutti gli eserciti.

Grosso calibro dell'artiglieria italiana schierato in un bosco

Grosso calibro dell'artiglieria italiana schierato in un bosco

Pontone italiano attrezzato con batterie di pezzi navali schierato sul fronte del Piave

Pontone italiano attrezzato con batterie di pezzi navali schierato sul fronte del Piave

Sopra, da sinistra: pezzo di artiglieria da montagna del Reggimento Kaiserschutzen; batteria italiana a Cima Valsorda l'11 luglio 1916; mortaio austriaco da 240 mm esploso, batteria austriaca sul Col Santo.

Sopra, da sinistra: batteria austriaca schierata nella Conca dell’Alpe di Pozze in Pasubio; pezzo di artiglieria italiano trainato a mano; pezzo di artiglieria distrutto sul Grappa; cannone austriaco in alta quota sulle Dolomiti di Mezodì

Batteria austroungarica con pezzo da 120 mm schierato nella zona del Knollkopf – gruppo della Croda Rossa

Sopra, da sinistra: obice italiano con servente; pezzo di artiglieria austriaca sotto la neve puntato verso le linee italiane del Pasubio; mortaio italiano da 280 mm catturato dagli austriaci al Passo della Borcola

Obice italiano con verniciatura mimetica sul fronte del Piave

Obice italiano con verniciatura mimetica sul fronte del Piave

Batteria italiana si protegge da un attacco a gas lungo il Piave

Batteria italiana si protegge da un attacco a gas lungo il Piave

Batteria di artiglieria britannica schierata sul fronte italiano

Batteria di artiglieria britannica schierata sul fronte italiano

Pezzo di artiglieria italiano trascinato a forza di braccia nella zona del Monte Grappa

Pezzo di artiglieria italiano trascinato a forza di braccia nella zona del Monte Grappa

Tra le armi più micidiali utilizzate tramite l’artiglieria fa la sua comparsa lo “shrapnel”, una granata caricata a pallettoni la quale, sebbene inventata già alla fine del ‘700 da un ufficiale britannico dal quale prese il nome, conoscerà proprio durante la Grande Guerra un impiego su vasta scala e che sarà una vera e propria falcidia per le fanterie allo scoperto. Qui sotto sono mostrati lo scoppio di uno shrapnel austriaco da 150 mm sopra la Val Digon – Col Quaternà e alcuni proiettili di questo tipo raccolti nella medesima zona dalle truppe italiane.

Obice italiano in azione sul fronte del Piave

Obice italiano in azione sul fronte del Piave

Fronte Dolomitico: postazione di artiglieria austroungarica sul “Vecio del Forame”

Fronte Dolomitico: postazione di artiglieria austroungarica sul “Vecio del Forame”

 

La distruzione provocata dalle artiglierie colpisce sia le prime linee che i centri abitati, indistintamente. Prima degli assalti decisivi non raramente le postazioni di fanteria più avanzate saranno colpite dal "fuoco amico".

Sopra: baracche austroungariche in Val Frenzela distrutte dall’artiglieria italiana; le rovine della chiesa di Gallio; Asiago dopo i colpi dell’artiglieria austriaca; la prima linea della "Sassari" sullo Zebio sconvolta dal fuoco delle artiglierie italiane il 10 giugno 1917.