OTTO GALLIAN

TENENTE - K.U.K. INFANTERIEREGIMENT NR. 99 (Wien 1896 - Ardennen 1944)

Ufficiale Austriaco ritenuto in tutto e per tutto l’alter ego del Capitano degli Arditi Ettore Viola, il Tenente Otto Gallian fu infatti sull’Asolone uno dei tanti esempi dell’estrema resistenza sul Grappa che vide protagonisti i soldati austroungarici fino agli ultimi momenti della guerra; di quei giorni abbiamo esposto alcune immagini molto significative nella pagina dedicata al 99° Reggimento di Fanteria. Dopo la guerra Otto Gallian affidò le memorie di quelle giornate a un libro intitolato "Monte Asolone" del quale l’Archivio Dal Molin possiede una copia originale. Assai toccanti le ultime righe per la vana battaglia e la Patria perduta, parole che, di seguito, vi riproponiamo. Catturato mentre si ritirava per ultimo, fuggito in modo rocambolesco dalla prigionia in Italia e raggiunta l’amata Austria dopo una lunghissima marcia, rientrerà nell’esercito e, non più giovane, combatterà anche nel secondo conflitto mondiale dove perderà però la vita, si ritiene durante la battaglia delle Ardenne, nel 1944.

“Mi siedo su una panchina e fisso il traffico cittadino. Pazzo ! Ecco cos’è quest’uomo, bandito per mesi, per anni: un fantasma che cammina giorno e notte, con piedi piagati e laceri, dimenticando che tutto è finito da tempo, che questa “casa” non esiste più, che in guerra ha perduto anche quella ... Amareggiato e depresso rinuncio alla licenza così duramente guadagnata; già nove giorni dopo il mio rientro in Patria riprendo servizio come guardia di frontiera nella Stiria ... In prigionia abbiamo mantenuto alto il nome della Patria, sublime e nobilissimo. Rivedere questa Patria fu la più terribile e amara delusione della mia vita ... Quella Patria per la quale abbiamo sofferto per anni, versando il nostro sangue, a cui abbiamo offerto i nostri spensierati, felici anni di gioventù e la nostra salute, e per cui milioni di uomini hanno rinunciato alla gioia delle loro famiglie e donato la loro stessa vita ?” (da Otto Gallian: “Monte Asolone – Kampf um einen Berg”)

A quasi un secolo da quell’ultima battaglia della Grande Guerra, grazie ad una personale iniziativa di Davide Pegoraro che ha visto partecipare fra gli altri anche Ruggero Dal Molin, Franz Pozzi e Natalino Meneghin, il 26 ottobre 2014 è stata posata sulle pendici dell’Asolone una lapide in memoria dell’eroico Ten. Gallian al quale un picchetto di formazione composto da rievocatori in uniforme austroungarica e italiana ha reso gli ultimi onori. Una giornata che ha rivisto ancora una volta uniti nel ricordo cittadini, autorità, rappresentanti della Croce Nera d'Austria e rievocatori dei soldati italiani e austroungarici. L'unica immagine disponibile del Ten. Gallian, quella pubblicata nel suo libro, è stata simbolicamente appoggiata sulla lapide commemorativa (fotografie di Sergio Giacomelli) in ricordo di tutti i Caduti, italiani e austroungarici, come ricordato anche dal rappresentante della Croce Nera d'Austria.