IL MILITE IGNOTO

Riviviamo uno dei momenti più intensi della storia moderna del nostro paese quando al termine della Grande Guerra la gente di una intera nazione si raccolse con una manifestazione spontanea e sincera attorno alle spoglie di un Soldato Ignoto, simbolo del supremo sacrificio che aveva toccato nel profondo ogni città, ogni paese, ogni famiglia. Oltre alle immagini dell’Archivio Storico Dal Molin è possibile rileggere quella toccante vicenda nei filmati dell’Istituto Luce e in un articolo di Stefano Aluisini.

“Le salme dei militari morti in guerra – che complessivamente ammontano a 560.000, sono per una metà quasi di individui non riconosciuti. E’ una moltitudine anonima di prodi che non hanno lasciato alle famiglie, tuttora tormentate dai dubbi più angosciosi, il dolce e mesto conforto di poter custodire le loro gloriose spoglie. Sono legioni di umili eroi che la grande famiglia della Patria – alle cui fortune essi hanno fedelmente concorso col nobile sacrificio della vita – vuole rivendicare a sè, traducendo e riassumendo, nel suo sentimento e nella sua volontà, la volontà e il sentimento di migliaia di madri, spose e sorelle doloranti: vuole rivendicare a sè perchè sono i suoi figli diletti, i suoi poveri figli sperduti – due volte colpiti dal destino – aspettanti invano che la tremula mano materna versi su di loro freschi petali votivi irrorati di pianto; vuole rivendicare a sè per tributare alla loro memoria un solo vibrante commosso omaggio di gratitudine, di affetto e di devozione” (Rodinò - Ministro della Guerra nella seduta del 20 giugno 1921)

"Lasciata sola, parve per un momento smarrita. Teneva una mano stretta al cuore mentre con l’altra stringeva nervosamente le guance. Poi, sollevando in atto d’invocazione gli occhi verso le navate imponenti, parve da Dio attendere ch’egli designasse una bara come se dovesse contenere le spoglie del suo figlio. Quindi, volto lo sguardo alle altre mamme, con gli occhi sbarrati fissi verso i feretri in uno sguardo intenso, tremante d’intima fatica, incominciò il suo cammino. Trattenendo il respiro giunse di fronte alla penultima bara davanti alla quale, oscillando sul corpo che più non la reggeva e lanciando un acuto grido che si ripercosse nel tempio, chiamando il figliolo si piegò, cadde prostrata e ansimante in ginocchio abbracciando quel feretro" (testimonianza del Ten. Tognazzo sulla scelta di Maria Bergamas, madrina del Milite Ignoto quale madre di un Caduto mai più ritrovato).

"Lo sconosciuto, il combattente di tutti gli assalti, l'eroe di tutte le ore, ovunque passò o sostò, prima di morire, confuse insieme il valore e la pietà. Soldato senza nome e senza storia, Egli è la storia: la storia del nostro lungo travaglio, la storia della nostra grande vittoria" (dal messaggio di comunicazione all'Esercito del conferimento della Medaglia d'Oro al Valor Militare al Milite Ignoto).

"Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz'altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria" (motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare al Milite Ignoto).

La musica che accompagna il documentario dell’Istituto Luce è opera del compositore contemporaneo Maestro Massimo Filippini.

Corteo del Milite Ignoto - Roma, 4 novembre 1921 - Sezione Fotocinematografica del Regio Esercito

Corteo del Milite Ignoto - Roma, 4 novembre 1921 - Sezione Fotocinematografica del Regio Esercito

Roma 4 novembre 1921 - Saluto del Re al feretro del Milite Ignoto al Vittoriano

S.M. il Re, il Generale Diaz, il Generale Badoglio e il Generale Albrizzi attendo il feretro del Milite Ignoto al Vittoriano il 4 novembre 1921

S.M. il Re, il Generale Diaz, il Generale Badoglio e il Generale Albrizzi attendo il feretro del Milite Ignoto al Vittoriano il 4 novembre 1921

Ricostruiamo quei giorni in un articolo di Stefano Aluisini (da: Gazzetta della Spezia.it Web Magazine - nov. 2014)