LE MARCE

Durante la Grande Guerra, in particolare sulle montagne, i combattimenti si svolgevano lontano dalle principali vie di comunicazione, peraltro ancora nelle prime fasi di sviluppo. Così l’ultima parte dell’avvicinamento al fronte avveniva necessariamente a piedi, con le dotazioni personali nello zaino e il resto del materiale trasportato nella migliore delle ipotesi da carri trainati da cavalli o a dorso di mulo. Gli uomini di ogni esercito marciano sempre in fila indiana, a capo chino, soli con i loro pensieri; solo durante le pause si raggruppano per condividere il poco che hanno. 

Sopra in alto, da sinistra: reparto austroungarico in marcia su due file incontra due ufficiali a cavallo, truppe italiane in sosta, fanteria italiana in marcia verso Caporetto - estate 1917, truppe italiane a Magnaboschi di Cesuna. Nella seconda serie orizzontale, da sinistra: Fanti italiani in marcia vicino al campanile di Santa Caterina di Lusiana durante la Strafexpedition, soldati italiani avviati in prima linea sul Grappa, truppe della Brigata Firenze in riposo a Maniago, il 59° Rainer in marcia verso Belluno nell'ottobre 1918.