“Monte Grappa tu sei la mia patria”, recitava una canzone della Grande Guerra. E infatti Arditi, Alpini, Artiglieri, Genieri e Fanti scrissero pagine memorabili sulle alture e le località che circondano Cima Grappa fra le quali Colli Alti, Monte Asolone, Solaroli, Monte Pertica, Cà Tasson, Monte Tomba, Monfenera e tante altre. Ed effettivamente la storia di quell’inespugnabile baluardo, di quel massiccio trasformato in fortezza, i fianchi intarsiati dalle strade aperte nella roccia, le viscere scavate dalle gallerie più profonde, i picchi raggiunti dalle teleferiche più ardite, accolse e difese combattenti e feriti, segnando la riscossa dell’esercito italiano che vi resisterà a ogni costo fino alla conclusione della guerra e alla vittoria finale.

Di seguito un’immagine dell'entrata della Galleria Vittorio Emanuele e la ripresa di alcuni prigionieri austroungarici inviati verso le retrovie nella zona del Grappa.

Nella galleria successiva potete vedere, oltre ad una panoramica del massiccio del Grappa, una ripresa da Cima Grappa della dorsale degli Asoloni e un'altra fotografia scattata alla Cresta dei Solaroli.

Attorno al massiccio del Grappa si combattè strenuamente e non poche furono le azioni temerarie condotte da una parte e dall’altra, come quella di Cà Tasson che il 18 maggio 1918 vide protagonista l’indimenticabile Capitano Ettore Viola e il suo Aspirante Ermes Aurelio Rosa del VI Reparto d’Assalto.

Sul vicino Monte Pertica, in particolare nell’ottobre del 1918, si svolsero i combattimenti più accaniti che durarono sino agli ultimi giorni di guerra e che videro le migliori truppe austroungariche resistere agli assalti degli “Arditi” italiani.

Anche i vicini Monti Monfenera e Tomba avevano visto soprattutto nell’inverno del 1917 scontri durissimi nei quali era stati più volte perduti e ripresi; i reparti italiani e francesi riusciranno infine a prevalere arginando le puntate degli imperiali, in particolare delle truppe tedesche. Sotto da sinistra, una fotografia scattata dalle trincee del Monfenera verso Valdobbiadene, un ridottino di collegamento tra le trincee italiane sul Monfenera; infine un'immagine del Monte Tomba e della zona di Quero - Alano.

Su Cima Grappa anche il sacello della Madonnina non venne risparmiato dalla furia delle granate. Restaurato nel primo dopoguerra è oggi compreso all’interno del più vasto Sacrario sorto per raccogliere migliaia di Caduti.

Di seguito il back-stage fotografico dei rilievi per la realizzazione della pagina navigabile “Sacrario Cima Grappa” nella applicazione “Dentro la memoria” del sito internet realizzato per l'Archivio Storico Dal Molin.