REPARTI ITALIANI

PIEMONTE REALE CAVALLERIA

Nell’immaginario collettivo la Cavalleria rappresenta il Corpo militare per antomasia fino a tutto l’Ottocento. Eppure all’inizio della Grande Guerra quasi tutti gli eserciti in campo schierano soldati a cavallo rendendosi però presto conto che le artiglierie e le mitragliatrici non li rendono più utili per attacchi in grande stile. La cavalleria italiana che appena prima di entrare nel conflitto raggiunge con 30 il massimo numero di reggimenti, durante la guerra verrà quasi completamente appiedata e una parte dei suoi effettivi utilizzati a svolgere compiti di scorta di prigionieri nelle retrovie. Nel 1917 con la disfatta di Caporetto la troviamo però rimessa a cavallo per proteggere i nostri reparti in ritirata in seguito allo sfondamento austro-tedesco e impiegata nelle importanti battaglie del Tagliamento e di Pozzuolo del Friuli dove perderà metà dei suoi uomini. Così anche i cavalleggeri del Piemonte Cavalleria, abbandonati gli elmi luccicanti per il  grigioverde, fin dagli scontri attorno a Gorizia nel 1916 vanno a costituire le prime truppe da ricognizione e da inseguimento che nell’esercito italiano ritroveranno le loro glorie nelle fasi finali del conflitto.

Il Basso Piave li vedrà infatti combattere durante la battaglia del Solstizio nel giugno del 1918 e fino alla fine della guerra quando durante la rincorsa verso Trieste libereranno Portogruaro, Cervignano e Aquileia arrivando sino a Fiume il 18 novembre del 1918.