SABOTINO

Una delle più insanguinate montagne del Carso, devastata da mesi di attacchi e bombardamenti italiani che l'hanno trasformata in una massa brulla e rocciosa. Difesa accanitamente dagli austroungarici sarà conquistata dagli uomini della II^ Armata solo il 6 agosto 1916 durante la 6^ Battaglia dell’Isonzo per la presa di Gorizia. Dopo un vero e proprio assedio durato mesi, sarà raggiunta tramite un’operazione fulminea la quale, grazie al precisissimo intervento dell’artiglieria, alle numerose controgallerie scavate nella roccia dagli italiani e ad alcuni bombardamenti aerei, portò i Fanti della Brigata “Toscana” sulla sua vetta di 609 metri alle 16,40 del pomeriggio.

Per questo D’Annunzio celebrando la sua conquista disse: “Fu come l’ala che non lascia impronte, il primo grido avea già preso il monte”.

Nella montagna finalmente espugnata le truppe italiane realizzarono un sistema di postazioni in galleria verso l'Isonzo dalle quali battevano il Monte Santo, il Vodice e il San Gabriele.

Nella galleria seguente potete osservare alcune immagini del versante austriaco del Monte Sabotino gentilmente concesse, tra le altre, dalla Collezione Silvio Minto. Tra la devastazione sono ben visibili i ricoveri di pietra e alcune baracche realizzate dagli austroungarici.

Sopra: gruppo di soldati austroungarici con una Schwarzlose sul Monte Sabotino

Sopra: gruppo di soldati austroungarici con una Schwarzlose sul Monte Sabotino

Nella galleria seguente potete osservare alcune immagini scattate sul Monte Sabotino e facenti parte di un album fotografico delle truppe Ungheresi conservato presso l'Archivio Storico Dal Molin.