mario corradini - iii bersaglieri ciclisti

DI MAURIZIO CORRADINI

I due fratelli Corradini, Mario (a destra in divisa da Bersagliere) e Cesare, bisnonno di Maurizio

Cesare e Mario Corradini, rispettivamente Fante e Bersagliere, erano due giovani irredenti Trentini che parteciparono alla Grande Guerra: Cesare era il mio bisnonno. In particolare Mario Corradini, classe 1891, nacque a Dro (TN) e fu volontario irredento durante la Grande Guerra. Più di ottocento Trentini, cittadini Austriaci, si arruolarono volontari nel Regio Esercito contro i sessantamila chiamati alle armi dall’Austria-Ungheria: eroi per gli italiani, erano considerati traditori per gli Austriaci. Questi fatti ci riportano alle gesta del 3° Bersaglieri nel settore di Gorizia Monfalcone nell’agosto del 1916 e alla gloriosa memoria di Enrico Toti, suo commilitone. A partire dal 4 agosto 1916 infatti la 14a Divisione tentò la conquista di q. 85 e q. 121; in particolare il 6 agosto il III Ciclisti costituisce la terza colonna che si dirige verso le trincee a nord e nord-ovest di q. 85. Nelle prime ore pomeridiane, dopo una forte preparazione di artiglieria, la colonna centrale (XI Ciclisti) e quella di sinistra (III Ciclisti) riescono a espugnare le trincee nemiche dopo un violento corpo a corpo riuscendo a mantenerle, nonostante i contrattacchi austro-ungarici, grazie anche al sostegno del IV Ciclisti.

La Domenica del Corriere celebra in una tavola di Achille Beltrame l’eroismo dei Bersaglieri e di Enrico Toti nei combattimenti del 6 agosto del 1916 a q. 85

Durante questi drammatici frangenti Enrico Toti, già privo di una gamba, affronta il nemico dentro la trincea contesa e, dopo essere stato colpito a morte, scaglia la sua stampella contro i difensori austriaci. Dopo un violento bombardamento durato due giorni e che batte tutta la q. 85, alle ore 23 del 7 agosto gli austro-ungarici tentano di riprendere le posizioni perdute ma vengono ancora una volta respinti. Il 10 agosto la 14a Divisione riprende l’attacco per consolidare una volta per tutte la conquista di q. 85, stavolta condotto su quattro colonne. La quarta colonna è composta dal III, IV e XI Ciclisti, dal II/21° Fanteria e dalla 7a Compagnia Genio. Ma nel pomeriggio questo tentativo dei soldati italiani viene fermato dal fuoco delle mitragliatrici e delle artiglierie imperiali; l’assalto viene ripetuto alle 18 ma dopo circa un’ora le truppe devono rientrare alle linee di partenza. Durante questi combattimenti il Bersagliere Mario Corradini fu decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare perché “Soldato ciclista del 3° Reggimento Bersaglieri, n. 1079 di matricola, Volontario Trentino, veniva gravemente ferito in tre combattimenti dando sempre mirabili prove di valore e, tornando al proprio battaglione, sempre fiero e sempre entusiasta. Monfalcone, 6-10 agosto 1916 (Decreto luogotenenziale 19 aprile 1917)”. A causa delle gravissime perdite subite, il III Ciclisti viene ritirato dalla linea l’11 agosto ma tornerà ben presto operativo, già dalla mattina del 16 settembre, quando dal Monte Cosich dovrà attaccare da nord q. 144 partendo dalla sponda orientale del lago di Doberdò. Dal 10 al 19 ottobre il III Ciclisti sarà sul Debeli per cacciare il nemico oltre q. 144. Dal 3 novembre 1916 il reparto si trasferirà nel Vallone di Doberdò raggiungendo il giorno 8 San Canziano e mettendosi a disposizione del VII Corpo d’Armata. Per la sua condotta nei primi due anni di guerra nel settore Vermigliano-Monte Sei Busi e per la conquista di q. 85 e 144 di Monfalcone, il III Ciclisti sarà decorato con la Medaglia d’Oro e d’Argento al Valor Militare perché “Con audacia indomabile si affermava su posizioni asprissime, a prezzo di immane sacrificio di sangue. Con la sua virtù e la sua fede rinovellò nel durissimo travaglio le sue forze, si che nell’ora dell’assalto schiantò e travolse di un sol impeto le formidabili difese nemiche (Vermigliano, 19-21 luglio 1915 – Monte Sei Busi, 28-29 luglio 1915 – Quota 85 a est di Monfalcone, 6 agosto 1916) e perché “Assaltava con impeto eroico una fortissima posizione carsica aprendosi il varco nei reticolati, a prezzo di purissimo sangue, e in concorso con altri reparti ne manteneva l’occupazione in tre giorni di epica lotta, malgrado i violenti bombardamenti e ritorni offensivi del nemico (Carso, q. 144 a est di Monfalcone, 14-15 e 16 settembre 1916). Il III Bersaglieri Ciclisti venne citato anche nel Bollettino di Guerra n. 440 del 7 agosto 1916 ore 16 perché “Nella zona di Monfalcone, in lotta cruenta, sostenuta con raro valore, i Bersaglieri Ciclisti del III, IV e XI si impadronirono di quasi tutta l’altura di q. 85 e la mantennero saldamente contro i violenti ritorni offensivi del nemico”. Alla Memoria del Bersagliere Enrico Toti sarà conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare perché: “Volontario, quantunque privo della gamba sinistra, dopo aver reso importanti servizi nei fatti d'arme dell'aprile a quota 70 (est di Selz), il 6 agosto, nel combattimento che condusse all'occupazione di quota 85 (est di Monfalcone). Lanciavasi arditamente sulla trincea nemica, continuando a combattere con ardore, quantunque già due volte ferito. Colpito a morte da un terzo proiettile, con esaltazione eroica lanciava al nemico la gruccia e spirava baciando il piumetto, con stoicismo degno di quell'anima altamente italiana (Monfalcone, 6 agosto 1916)”. Negli 800 Legionari Trentini, Mario Corradini entra tra i 250 decorati al Valor Militare. Nel 1918 entrerà nel 5° Reggimento Bersaglieri con il grado di Caporal Maggiore e sarà decorato anche con la Croce al Merito di Guerra.

Il Bersagliere Enrico Toti, Medaglia d’Oro al Valor Militare

La bicicletta e la stampella di Enrico Toti conservati al Museo Storico del Corpo dei Bersaglieri insieme ad altri ricordi dell’Eroe