LE MITRAGLIATRICI

La più temibile delle armi da fuoco portatili fa la sua comparsa durante la Grande Guerra raggiungendo in breve un alto grado di affidabilità anche perché condotta spesso da personale addestrato appositamente. Una produzione industriale in costante miglioramento produce mitragliatrici sempre più affidabili, dove necessario raffreddate ad acqua, con un salto tecnologico rispetto al passato che ha consentito a questo micidiale strumento di restare sostanzialmente invariato sino ai giorni nostri. Durante la Grande Guerra le mitragliatrici FIAT, Maxim e Schwarzlose possono essere trasportate di fatto ovunque e diventano così l’incubo dei fanti costretti spesso ad attaccarle allo scoperto. Nell’immaginario collettivo, e in quella che effettivamente fu la realtà sul campo, ciò rappresenta ancora lo scenario più conosciuto e drammatico della Grande Guerra.

Nella prima serie orizzontale in alto, da sinistra: (4 foto) sezioni di mitragliatrici austroungariche “Schwarzlose”. Nella galleria successiva: mitragliatrice italiana dei Fanti della Brigata “Sassari” ritratta sullo Zebio; una mitragliatrice “Maxime”; mitragliatrici dei Kaiserschützen in parata a Lavarone; mitragliatrice degli assaltatori del 99° Reggimento di Fanteria. Qui sotto: mitragliatrici austroungariche in funzione controaerea.

Sopra: gruppo di soldati austroungarici con una Schwarzlose sul Monte Sabotino

Sopra: gruppo di soldati austroungarici con una Schwarzlose sul Monte Sabotino