ETTORE VIOLA

CAPITANO DEGLI ARDITI, VI REP. ASSALTO

Ufficiale dell'Esercito Italiano pluridecorato con le massime onoreficienze fra le quali: Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia, medaglia d'oro al valor militare e medaglia d'argento al valor militare. Nato a Villafranca in Lunigiana da una famiglia di contadini, dopo gli studi a La Spezia durante la Grande Guerra si arruola nell'Esercito dove si distigue fin da subito per il proprio coraggio grazie al quale otterrà una serie di promozioni sul campo. Nacque così in battaglia il mito dell’Ardito del Grappa, il pluridecorato giovane ufficiale definito da Re Umberto II “la più bella medaglia d’oro della Grande Guerra”. Già da Sottotenente ottiene due medaglie d’argento al valor militare; promosso Tenente per meriti di guerra è sull’Isonzo, è sul Piave e fino al Grappa dove nel 1917 combatte anche sul Monte Tomba. Entra a richiesta nel VI Reparto d’Assalto dove il 18 maggio 1918, sulle pendici del Grappa, guida come Capitano l’azione a sorpresa di Cà Tasson nella quale viene ferito. Fra il 16 e il 17 settembre, sempre sul Grappa a q. 1443, resiste con la sua compagnia di Arditi a undici contrattacchi notturni; solo e accerchiato viene fatto prigioniero riuscendo però subito a fuggire riprendendo il comando dei superstiti e ripartendo all'attacco: queste eroiche gesta saranno consacrate nella medaglia d’oro al valor militare. Fu sincero amico di D’Annunzio che durante il volo su Vienna portò il pugnale da Ardito regalatogli proprio da Ettore Viola. Insieme al Vate progettò quella che sarebbe stata la prima operazione aviotrasportata della storia, un vero e proprio blitz degli Arditi trasportati da velivoli dell'Aeronautica Militare in territorio austriaco per un'azione eclatante che non avrà luogo a seguito dell'armistizio. Ricordando il progetto di quell'impresa, il Vate scrisse la famosa frase "Sufficit animus" ("Bastò il coraggio"). Insignito anche della Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia partecipò all’impresa fiumana e fu successivamente Deputato e acclamato Presidente dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci. Dopo la guerra, trovandosi in forte contrasto con Mussolini che ne temeva moltissimo la figura carismatica, nel 1926 partì per il Cile tornando in Italia solo nel 1944. Cavaliere Ufficiale della Legion d’Onore Francese, sarà cittadino onorario di Bassano del Grappa e per volontà del Re d’Italia anche Conte di Cà Tasson. A Bassano del Grappa nel 1968, il Gen. Ettore Viola così si espresse durante la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria:

 

“Ringrazio di essere stato eletto cittadino Onorario di questa Città, vedetta, sentinella della Nazione dopo l’incompiuta unità d’Italia, di questa città di eroi e martiri; e noi sappiamo quanti sono stati i tuoi eroi, i tuoi martiri o gloriosa Città decorata di medaglia d’oro al Valor Militare. Invero io fortunato, innanzitutto, perché ho il piacere di vivere ancora; io fortunato, perché l’occasione mi ha concesso di ricevere qualche ricompensa in più di tanti altri. Grazie, amici carissimi, grazie e che si compia questo augurio: che l’ultimo combattente prima di chiudere gli occhi possa vedere nel cielo della Patria il sole della pace italiana, il sole della pace europea e il sole della pace universale”.

Parole che lette ancora oggi testimoniano la grande visione e il senso dello Stato che dopo cinquant'anni ancora animavano il coraggioso soldato.

Dal 1986 riposa per privilegio speciale al Sacrario Militare del Monte Grappa, vicino a tanti dei soldati che guidò in battaglia. 

Il Generale Ettore Viola in una cerimonia a Malga Fossetta nell'agosto del 1971

Il Generale Ettore Viola in una cerimonia a Malga Fossetta nell'agosto del 1971

La tomba del Generale Ettore Viola fotografata durante i rilievi sul Grappa dell'Archivio Storico Dal Molin (agosto 2014)

Ricordiamo questo Eroe della Grande Guerra con le motivazioni di alcune delle sue più alte decorazioni:

CAVALIERE DELL’ORDINE MILITARE DI SAVOIA

“Comandante di una compagnia di assalto, preparò accuratamente e diresse con perizia un’ardita azione di sorpresa contro un munitissimo saliente nemico. Sprezzante di ogni difficoltà, alla testa dei suoi uomini nei quali aveva saputo trasfondere il suo ardente entusiasmo, superati i reticolati nemici si lanciava con impeto irresistibile e coraggio mirabile nella trincea, che rapidamente e con intenso lancio di bombe sconvolse, annientandone il presidio. Fatto segno ad intensissimo fuoco di mitragliatrici e fucileria, ed attaccato da forze superiori, dopo una lotta corpo a corpo fu costretto a ritirarsi riportando dei prigionieri; rimasto ferito non leggermente, si rammaricava di dover abbandonare per qualche tempo il proprio reparto. Mirabile suscitatore di energie ed esempio costante di ardimento e di alto sentimento del dovere”. - Cà Tasson (Grappa), 18 maggio 1918.

MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE

«Comandante di una compagnia di arditi, la condusse brillantemente all'attacco di importanti posizioni. Sotto l'intenso tiro di artiglieria e di mitragliatrici avversarie. Avute ingenti perdite nella compagnia, magnifico esempio di audacia e di ardimento, con un piccolo nucleo di uomini continuò nell'attacco e giunse per primo, con soli tre dipendenti, nella posizione da occupare. Caduti molti ufficiali di altri reparti sopraggiunti, assunse il comando di quelle truppe, e con esse e con i pochi superstiti della sua compagnia, respinse in una notte ben 11 contrattacchi nemici, sempre primo alla lotta. Rimasto solo, circondato dagli avversari e fatto prigioniero, dopo tre ore si liberò con fulmineo e violento corpo a corpo della scorta che lo accompagnava e rientrato nelle nostre linee con mirabile entusiasmo riprese immediatamente il comando di truppe, respingendo con fulgida tenacia nuovi e forti contrattacchi del nemico, incalzandolo per lungo tratto di terreno e infliggendogli gravissime perdite.» - Monte Grappa 16-17 settembre 1918

Nel 2013 durante una toccante cerimonia, per volere di Ruggero Dal Molin e Claudio Zen è stata posata una targa commemorativa in memoria dell’Aspirante Ermes Aurelio Rosa alla “svolta” di Ca’ Tasson, proprio sul luogo del colpo di mano del 18 maggio 1918 ad opera degli Arditi del VI Reparto d’Assalto al comando del capitano Ettore Viola. Hanno partecipato alla commemorazione autorità locali e unità di rievocatori sia degli Alpini che dei Reparti Austroungarici tra i quali anche gli amici Natalino Meneghin e Davide Pegoraro.