REPARTI AUSTROUNGARICI

4° REGGIMENTO "HONVED" - Nagyvarad

Il 4° Reggimento Honved della 20^ Divisione era schierato sul Monte San Michele e a San Martino del Carso insieme, fra gli altri, al 1°, al 3° e al 17° Reggimento. In memoria di allora resta il cippo costruito a San Martino del Carso nell'autunno 1917, realizzato dagli ungheresi con le pietre della vicina chiesa distrutta dall’artiglieria perché considerata un osservatorio. Le stesse pietre furono incise con una serie di cerchi tangenti tra loro, disegno tipico dei monumenti delle unità magiare. Una vicenda, quella dei soldati ungheresi, legata a quella del famoso "albero isolato" di San Martino del Carso (Doberdò per i magiari) e al poeta italiano Giuseppe Ungaretti. In ricordi di tutti i soldati ungheresi, la narriamo in fondo a questo capitolo.

Sopra in alto da sinistra: cimitero di guerra, dolina austriaca, cerimonia ufficiale, Case Neri. A seguire, nella riga sotto da sinistra: pezzo di artiglieria, prima linea sul San Michele (3 foto)

Fin dalle prime fasi del conflitto sul fronte italiano, dal giugno del 1915 all’agosto del 1916, ciò che restava di San Martino del Carso assistette ai furibondi scontri tra le fanterie italiane e quelle dell’esercito austroungarico. In particolare il 29 giugno del 1916 si registrò un attacco con granate a gas che provocarono quasi seimila morti da parte italiana mentre saranno circa duemila i caduti austroungarici sotto i colpi dell’artiglieria. Le macerie delle case e le piante incenerite diventavano il simbolo della distruzione anche interiore degli uomini oltre che l’unico ricordo rimasto degli stessi compagni caduti. Da parte italiana il soldato e poeta Giuseppe Ungaretti ricordò il dolore e la desolazione di quei terribili mesi nei suo versi più famosi mentre i soldati austroungarici riconobbero in quel gelso isolato, piegato e ferito, ma ancora in piedi, il valore loro e soprattutto dei compagni caduti. Dal valloncello dell'albero isolato, il 27 agosto del 1916 Giuseppe Ungaretti scriverà la sua "San Martino del Carso":

Di queste case

non è rimasto

che qualche

brandello di muro

Di tanti

che mi corrispondevano

non è rimasto

neppure tanto

Ma nel cuore

nessuna croce manca

E' il mio cuore

il paese più straziato

 

Nel giugno del 2013, grazie allo spirito di fratellanza e di pace che lega da allora Italia e Ungheria, l’albero isolato sino ad allora custodito come una reliquia di guerra a Szeged, città di origine del 46° Reggimento magiaro schierato fra gli altri vicino al San Michele, è tornato temporaneamente a San Martino del Carso grazie agli amici del museo locale della Grande Guerra per una mostra del titolo: "San Martino del Carso, il poeta e l'albero isolato".