CARSO

La storia assimila giustamente questo campo di battaglia italiano ai tremendi luoghi del fronte occidentale passati alla storia con i nomi di Verdun, Ypres, Marna, Somme. Fra le sue doline desolate, nel suo ambiente arido e carsico, si alternarono per anni  “spallate” con assalti di massa e una logorante guerra di trincea con perdite gravissime per conquiste di terreno spesso insignificanti.

Il massimo simbolo del sacrificio silenzioso delle Fanterie che divorò interi reparti e vide migliaia di uomini scomparire tra le pietre, gettati nella sua fornace fin dai primi mesi della Grande Guerra. 

Di seguito alcune immagini di quell'immenso campo di battaglia (qui a lato è invece raffigurata una trincea italiana sul Monte San Gabriele).

Sopra: mimetizzazione di un grosso calibro su affusto ferroviario nella zona di Monfalcone

Sopra: mimetizzazione di un grosso calibro su affusto ferroviario nella zona di Monfalcone

Sopra: vista degli stabilimenti dell'Adriawerke con sullo sfondo le quote contese 85  e 77 sotto bombardamento italiano

Sopra: vista degli stabilimenti dell'Adriawerke con sullo sfondo le quote contese 85  e 77 sotto bombardamento italiano

Nella galleria seguente potete osservare in alcune rare fotografie una vista del M. Sei Busi con il paese di Redipuglia sottostante e, successivamente, le trincee e i ricoveri austriaci sconvolti sul M. Sei Busi dopo la conquista italiana.

Cimitero Austroungarico sul Carso

Cimitero Austroungarico sul Carso