EDITORIA

Come visto nella sezione "LIBRI", l’Archivio Storico Dal Molin collabora con le principali case editrici specializzate sulla storia della Grande Guerra; di seguito proponiamo altre produzioni editoriali di grande interesse e che consideriamo fondamentali per approcciare il tema della Grande Guerra secondo i nostri valori.

Ad esempio il nuovo libro di Paolo Gropuzzo, triestino, Vicequestore della Polizia di Stato, già Ufficiale di Complemento d’Artiglieria e Comandante dei NOCS, nel quale l’autore ricostruisce le fasi delle battaglie sull’Isonzo del 1916 attraverso le gesta di alcuni soldati destinati poi ad entrare a vario titolo nelle pagine della Storia. E con loro i loro più blasonati reparti, i cui reggimenti si immolarono attorno a Gorizia (Aviani & Aviani Editori).

Grazie alle rarissime immagini dell’ultimo libro di Luigino Caliaro il pubblico si è calato nel clima delle prime missioni aeree, dal deserto libico alle Alpi durante la Grande Guerra. Ma non si vedono solo velivoli, campi di volo, attrezzature ed equipaggi, peraltro con immagini rarissime. Sono infatti palpabili i sentimenti dei primi piloti, soli a migliaia di metri d’altezza nel loro piccolo apparecchio in legno e tela, senza alcuna strumentazione, protetti dal gelo delle alte quote da tenute improvvisate. Uno spirito pionieristico e d’ardimento che sopravviverà a lungo nell’aviazione italiana come testimonieranno il famosissimo “volo su Vienna” e il meno conosciuto ma altrettanto intrepido “raid su Innsbruck” del quale Luigino Caliaro ha mostrato alcune immagini eccezionali. “Ali dall’Adige al Brenta”, attraverso numerosissime riprese aeree di città e montagne del Veneto, ne riscopre inoltre l’antico profilo urbanistico e ambientale, ormai scomparso da un secolo. “Ali dall’Adige al Brenta”, un libro che non solo testimonia quanto in alto portino passione e competenza, ma soprattutto quanto le immagini, oltre alle parole, possano raccontarci la Storia. Nella successiva galleria per immagini è possibile vedere l’incontro di presentazione presso la prestigiosa Libreria di Palazzo Roberti di Bassano del Grappa, considerata una delle più note a livello nazionale, condotto dall’Autore Luigino Caliaro e da Ruggero Dal Molin (fotografie di Maurizio Manente).

Il diario di un giovane ufficiale austroungarico dell’I.R. 99° Reggimento narra gli scontri sul massiccio del Grappa e dell’Asolone fra il 1917 e il 1918 in una sorta di alter ego del noto “Arditi sul Grappa” di Ruggero Dal Molin. Ma qui gli Arditi Ermes Aurelio Rosa ed Ettore Viola trovano l’antagonista per definizione, quel Sottotenente Otto Gallian, anche lui dei Reparti d’Assalto ma stavolta austroungarici, ultimo ufficiale ad abbandonare il settore dell’Asolone quel 31 ottobre del 1918 dopo gli accaniti scontri per proteggere la ritirata del XXVI Corpo d’Armata. Catturato nelle ultime ore di guerra, fuggirà dopo nove mesi dal campo di prigionia di Mirabello raggiungendo Innsbruck a piedi e in condizioni disperate. Una drammatica testimonianza dal campo di battaglia, probabilmente la più appassionante e coinvolgente da parte austroungarica, alla quale lo stesso Gallian unirà dopo la guerra alcune toccanti righe in memoria dei commilitoni caduti e per il rimpianto della nobile Patria perduta.

Fulgida figura di Ufficiale, promosso Tenente e decorato con l’Ordine di Leopoldo per meriti di guerra, scomparirà durante la seconda guerra mondiale, probabilmente nella battaglia delle Ardenne del 1944.

Alcune delle vicende narrate in questo libro di Andrea Vollman e Francesco Brazzale hanno costituito quello che è stato definito da molti il più apprezzato intervento al convegno di Cesuna “L’Altopiano di Gianni” del 14-15 giugno 2014.

Andrea Vollman, con alcune letture tratte anche dalle opere di Vera Brittain, è riuscito a suscitare un grande interesse nel pubblico innescando un vero e proprio passa parola sul web alla ricerca delle introvabili traduzioni degli scritti della coraggiosa scrittice inglese.

Rarissimo l'apparato fotografico tramite il quale è possibile ripercorrere pagine sconosciute di storia riguardo il contributo alleato alla guerra in Altopiano. 

L’appassionata relazione di Andrea Vollman resterà nel ricordo di quanti hanno partecipato al convegno di Cesuna e il suo libro realizzato con Francesco Brazzale diventa ancor più il riferimento per un argomento affascinante e poco conosciuto al contempo, raccontato con un autentico stile “British” d’altri tempi che fa riflettere sulle origini dell’Europa moderna e sugli stessi frangenti in cui oggi il vecchio continente si trova.

 

Quello che può essere definito il primo, più completo e accessibile testo sulla “Strafexpedition”.

Lo stile di Gianni Pieropan unisce costantemente al rigore storico e alla tracciabilità topografica un approfondimento sia degli aspetti strettamente militari ma anche degli effetti sulle vicende umane dei protagonisti, siano essi i potenti o i soldati in prima linea, per i quali la guerra lasciò una traccia indelebile e spesso tragica.

Vallarsa, Pasubio, Cimone, Altopiano di Asiago, nomi travolti della tempesta di ferro e di fuoco scatenata da Conrad, descritta in modo coinvolgente ed esemplare sino all’estrema resistenza italiana e ai primi sanguinosi tentativi di controffensiva.

Uno dei testi fondamentali sulla Grande Guerra dove come sempre Pieropan riesce a calare il lettore nelle reali situazioni tattiche sul singolo campo di battaglia, mantenendo però sempre sullo sfondo lo scorrere della descrizione storica e strategica.

 

 

                                                                                       

 

Un libro perduto racconta un epoca ormai passata per sempre. Quella dell’Italia migliore, un paese forgiatosi tra le due guerre che si dovette ricostruire da solo, con coraggio e povertà, nel secondo dopoguerra.

E in questo scenario di difficoltà economiche, impegno sociale, spirito di sacrificio e voglia di riscatto che nasce in un giovane vicentino la passione per la montagna e per la storia, raccontata dalle prime escursioni improvvisate fino al vero e proprio “cicloalpinismo” dei tempi eroici, condotto con mezzi e risorse primordiali.

Il racconto di un’infanzia che aveva assistito alla tragedia della prima guerra mondiale e di una gioventù che si era dovuta spendere nella seconda.

Così tra queste mirabili righe, esse stesse storia, la rivincita della generazione schiacciata fra due guerre scala tutte le difficoltà insieme alle montagne che affrontava in quelle alba solitarie: quei giovani divenuti uomini negli anni cinquanta e che faranno dell’Italia distrutta uno dei primi paesi industriali del mondo.