PRIGIONIERI

Nelle immagini scattate ai prigionieri da ambo le parti spesso emergono situazioni di apparente tranquillità anche per agevolarne un possibile successivo utilizzo a scopi propagandistici. In realtà e al di là della solidarietà umana che pure effettivamente in tali situazioni emergeva tra ex nemici, la caduta in prigionia apriva spesso un nuovo problema di sopravvivenza con condizioni talvolta peggiori di quelle degli stessi combattenti. Tra i prigionieri i più fortunati erano quelli impiegati nei lavori, sia vicino alle prime linee che in retrovia. Saranno moltissimi quelli che non ritorneranno dai campi di concentramento, in particolare da quelli delle nazioni sconfitte che negli ultimi mesi di guerra non riuscivano a provvedere nemmeno al mantenimento della propria popolazione. Mentre per i caduti in battaglia è spesso stato possibile ritrovare una tomba, per le migliaia di quei morti in prigionia, di tutte le nazionalità, tutto è poi fatalmente scivolato nell’oblio.

Prigionieri austroungarici sorvegliati da una pattuglia di Carabinieri Reali sul fronte del Piave

Prigionieri austroungarici sorvegliati da una pattuglia di Carabinieri Reali sul fronte del Piave

Prigionieri austroungarici catturati nella zona del Grappa e sorvegliati da una sentinella italiana

Prigionieri austroungarici catturati nella zona del Grappa e sorvegliati da una sentinella italiana