K.u.K. INFANTERIE REGIMENT N. 99

Il reparto austroungarico al quale è legata l’epopea di Otto Gallian, narrata su questo sito anche in una pagina specifica a lui dedicata e narrata nel suo "Monte Asolone - Kampf um einen Berg". Durante la Grande Guerra sul fronte italiano combattè strenuamente soprattutto durante le fasi finali del conflitto nella zona del Grappa, sempre con particolare durezza e grande disciplina.

Così Val Cesilla, Monte Coston, Col del Miglio, Monte Fontanasecca e Monte Asolone divennero da allora veri e propri luoghi simbolici, oltre che per gli "Arditi" italiani, anche per i loro corrispondenti austroungarici i quali vi si opporranno sino allo stremo. Le immagini che di seguito potete ammirare sono state messe gentilmente a disposizione dell'Archivio Storico Dal Molin grazie alla Collezione Silvio Minto. Di seguito potete leggere anche alcuni passi tratti dal libro di Otto Gallian alla cui memoria è stata dedicata una targa posata sull'Asolone grazie alla disponibilità di diverse associazioni italiane e austriache. Il servizio giornalistico e fotografico di quella giornata sono contenuti nella pagina dedicata al Ten. Otto Gallian nel capitolo "Eroi" di questo sito.

Sopra, da sinistra: posto di medicazione del 99° Reggimento in Val Cesilla, devastazione sul Col del Miglio, salmerie austriache nella zona dell’Asolone e ricoveri nella Valle delle Saline

 

Sofferenza, sacrificio, coraggio e senso del dovere sono i valori che sostengono i soldati del 99° costretti a combattere spesso in condizioni ambientali estreme fin dal dicembre 1917. “Cerchiamo riparo, per quanto possibile, accostandoci al pendio innevato. Ora seguono ore durissime, soffia un vento gelido che penetra nelle midolla e nelle gambe, mentre altro freddo e gelo rendono infernale l’esistenza. Stretti l’uno contro l’altro ci accovacciamo sulla neve in una buca tenendoci svegli a fatica ... Gli elmetti sembrano morse d’acciaio strette attorno al capo ... Così salto fuori, faccio dei disperati esercizi fisici, scuoto ogni uomo addormentato, stacco le sentinelle, prendo ancora un paio di pastiglie d’aspirina e una porzione di rum, anche perchè sono tutto un brivido per la febbre” (da Otto Gallian: “Monte Asolone – Kampf um einen Berg”).

Dopo il terribile inverno, il 1918 porta agli uomini del Ten. Gallian nuove e più dure battaglie, bombardamenti con granate a gas e la temibile influenza spagnola. Ricorderà: “Nell’accampamento del Berretta regna una devastazione senza pari, tutto è distrutto: centinaia di feriti tra cui dozzine di casi gravi, giovani soldati che si contorcono fra atroci dolori, lottando contro la morte. Vedo un sottotenente ungherese, con un bel viso da ragazza, insanguinato, senza i due piedi: il poveretto disperato, mentre fissa il cielo, sembra non osi pensare alla sua atroce sorte e cerca di afferrare, sorridendo riconoscente, una sigaretta ...” (da Otto Gallian: “Monte Asolone – Kampf um einen Berg”).

Cimitero militare del 99° a Case Sarte - Asolone

Finite le tremende battaglie estive, con l’autunno i rifornimenti diventano sempre più esigui e pare avvicinarsi l’inizio della fine. E’ la fine di ottobre e il Ten. Otto Gallian sull'Asolone cerca di rianimare i soldati ormai disperati conducendo gli ultimi contrattacchi ma le perdite sono troppo elevate e i feriti così tanti da non poter essere più curati. “Ispeziono il campo tutt’attorno. In una caverna c’è odore di carne putrefatta, una fila di barelle. Faccio luce con un fiammifero: si, là si muove qualcuno, mi fissa come spiritato supplicandomi di farlo uscire da quella tomba, per amor di Dio ... Un mitragliere ferito mi implora di lasciarlo andar via, ha a casa moglie e bambini, mi mostra le loro foto, porge lettere che spezzano il cuore, piange ... non ho quattro uomini per trasportarlo e guardo il poveraccio senza poterlo aiutare ...” (da Otto Gallian: “Monte Asolone – Kampf um einen Berg”). 

Dopo avere protetto la ritirata degli ultimi reparti i superstiti del 99° iniziano a disimpegnarsi all’alba del primo novembre ma vengono travolti. “Gli italiani si fanno avanti da ogni parte. Mentre i resti della compagnia d’assalto corrono giù per la china, parto alla carica sul pendio della Casorda; forse riuscirò a impadronirmi di una mitragliatrice rimasta sul posto e dar un pò di fiato ai miei assaltatori. Nondimeno va tutto troppo rapidamente ... Con un sottufficiale aspetto che passi anche l’ultimo uomo assicurando così la discesa degli altri ... Salto di corsa dalla mulattiera lungo la valle, giro attorno a uno spigolo di roccia – sento un colpo sull’elmetto d’acciaio e poi delle urla – come riapro gli occhi mi vedo circondato dagli italiani ... prigioniero di guerra !” ...” (da Otto Gallian: “Monte Asolone – Kampf um einen Berg”)

Uno dei momenti più toccanti delle cerimonie sull'Asolone del 28 ottobre 2014

Uno dei momenti più toccanti delle cerimonie sull'Asolone del 28 ottobre 2014